Come si fanno le parentesi quadre: tutto quello che devi sapere

Quante volte, davanti alla tastiera, ti sei chiesto: “come si fanno le parentesi quadre?” È una di quelle domande che sembra banale, ma che apre un mondo. Perché le parentesi quadre non sono solo simboli da digitare: sono strumenti con significati precisi, usi specifici e, in certi ambiti, persino regole ferree.

Capita spesso che chi scrive un testo formale, un documento accademico, o magari un po’ di codice, si trovi davanti a questa esigenza. E se non si hanno le idee chiare, si rischia di fare confusione — o peggio, di usarle in modo sbagliato. Ecco perché vale la pena capire bene cosa sono, quando si usano e soprattutto come si scrivono le parentesi quadre, anche su tastiere diverse.

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l’immagine rappresenta una tastiera di un Mac

Partiamo dall’inizio: cosa sono le parentesi quadre

Prima di capire come si fanno le parentesi quadre, dobbiamo fermarci un attimo e guardarle da vicino. A livello grafico sono quelle parentesi che si scrivono così: [ ]. Non vanno confuse con le tonde (che usiamo ogni giorno), né con le graffe o le angolari, che hanno usi diversi.

La loro forma è più “squadrata”, rigida. E non è un caso: vengono spesso usate proprio per indicare precisione, modifica o struttura. In linguistica, nella scrittura accademica, nella programmazione e in molte altre situazioni professionali, sono simboli importanti, che vanno usati con criterio.

Quando e perché si usano le parentesi quadre

Molti pensano che siano riservate solo ai programmatori. In realtà, no: le parentesi quadre sono molto usate anche nella lingua scritta. Se leggi un saggio, un articolo scientifico o anche una biografia ben fatta, le troverai più spesso di quanto immagini.

Uno degli usi più comuni è nelle citazioni testuali. Mettiamo il caso che tu stia riportando una frase detta da qualcuno, ma vuoi aggiungere un chiarimento o sostituire una parola per maggiore comprensione. Le parentesi quadre entrano in gioco così: «Disse che [Mario] sarebbe arrivato in ritardo.»

In questo esempio, forse l’originale diceva solo “Disse che sarebbe arrivato in ritardo”, ma tu hai aggiunto il nome per chiarire chi è il soggetto. Lo fai tra [ ], proprio per segnalare che stai intervenendo nel testo originale.

Lo stesso vale se vuoi omettere una parte: «L’incontro fu risolutivo […] e portò alla firma del contratto.»

Le parentesi quadre servono quindi a segnalare che qualcosa è stato aggiunto, modificato o tagliato rispetto alla versione originale. Sono, in un certo senso, un segnale di trasparenza. Stai dicendo al lettore: “Guarda, questo è un mio intervento”.

Anche nelle note a piè di pagina, nei documenti giuridici o nei testi tecnici capita spesso di usarle. Sono una risorsa stilistica utile per tenere pulito e chiaro un testo, senza appesantirlo con troppe spiegazioni fuori contesto.

Come si scrivono le parentesi quadre sulla tastiera

l’immagine rappresenta la tastiera di un pc

Ora veniamo alla parte pratica. A tutti è successo almeno una volta: stai scrivendo, ti serve una parentesi quadra, e… non la trovi. Guardi la tastiera, premi tasti a caso, cerchi online, perdi tempo. Perché, diciamocelo, non è immediata da trovare, soprattutto se usi una tastiera italiana.

Su tastiera italiana, per scrivere la parentesi [ devi premere Alt Gr + è. Per la parentesi ], invece, devi premere Alt Gr + +.
Se il tuo computer non ha il tasto Alt Gr, puoi ottenere lo stesso effetto usando Ctrl + Alt insieme agli stessi tasti.

Chi lavora con tastiere americane (layout US) ha vita più facile: lì le parentesi quadre sono tasti dedicati, subito a destra della lettera P.

Su Mac, invece, la combinazione cambia: per [ devi premere Alt + Shift + è e per ], Alt + Shift + +.

E se sei su uno smartphone o tablet, in genere basta tenere premuto il tasto della parentesi tonda. Si apre un piccolo menu con simboli alternativi, tra cui le quadre. Alcune tastiere digitali — come Gboard — offrono un layout semplificato in cui le quadre compaiono con uno swipe.

Le parentesi quadre nei linguaggi di programmazione

Se ti occupi di tecnologia, non puoi ignorare il loro significato nel mondo del codice. Le parentesi quadre sono onnipresenti in programmazione. Ogni linguaggio le usa in modo specifico, ma spesso servono per contenere elementi, definire liste o accedere a valori.

In Python, ad esempio, una lista si scrive proprio tra parentesi quadre:
lista = [1, 2, 3].
Ogni elemento è separato da una virgola, e puoi richiamarne uno così: lista[0].

In JavaScript, stesso discorso:
let colori = ["rosso", "verde", "blu"]; console.log(colori[1]);
Qui viene stampato “verde”, che è il secondo elemento (l’indice parte da 0).

Nel linguaggio JSON, utilizzato per lo scambio dati tra server e client, le quadre rappresentano array, ovvero elenchi ordinati.

In CSS, invece, si usano nei selettori di attributo. Se vuoi, ad esempio, modificare tutti gli input di tipo testo, scriverai:
input[type="text"] { color: black; }

E nei linguaggi più strutturati come C o C++, le quadre definiscono e gestiscono gli array:
int numeri[5]; numeri[0] = 10;

Anche nelle espressioni regolari (regex), le parentesi quadre hanno un ruolo fondamentale. Indicano classi di caratteri: [a-z] corrisponde a tutte le lettere minuscole, [0-9] a tutte le cifre.

Insomma, che tu stia scrivendo un’app, creando uno script o leggendo un file dati, le parentesi quadre ti seguiranno ovunque.

Differenze tra parentesi: un chiarimento utile

Non è raro confondere i vari tipi di parentesi, soprattutto quando si muovono i primi passi nel mondo della scrittura tecnica o della programmazione. Le parentesi tonde ( ), le quadre [ ], le graffe { } e le angolari < > hanno ciascuna un ruolo preciso. Capirne le differenze è fondamentale per evitare errori, ma anche per comunicare meglio.

Le tonde servono per inserire informazioni accessorie, oppure per indicare parametri. Le graffe, invece, racchiudono blocchi di codice o oggetti. Le angolari si usano nel markup, come in HTML, per delimitare tag.

Le parentesi quadre, invece, sono il ponte tra rigore e flessibilità: si usano per modificare testi, per strutturare dati, per creare schemi logici. Sono il simbolo della “scrittura consapevole”.

Suggerimenti utili per usare bene le parentesi quadre

A questo punto, conosci la teoria e anche la pratica. Ma ci sono alcuni consigli pratici che possono aiutarti a usare le parentesi quadre con maggiore efficacia:

  • non abusarne nei testi scritti: servono a chiarire, non a confondere.

  • nei codici, rispetta sempre la sintassi: un errore di parentesi può bloccare tutto.

  • se scrivi su mobile, scegli una tastiera che consenta l’accesso rapido ai simboli.

  • quando citi, usa le quadre solo per segnare interventi esterni: non modificarle a piacere.

  • se stai scrivendo documentazione tecnica, usa le quadre per segnalare elementi opzionali o variabili.

Un piccolo extra: dove compaiono ancora le parentesi quadre

Forse non lo sai, ma le parentesi quadre hanno un ruolo anche nella linguistica fonetica. Quando gli esperti trascrivono i suoni delle parole con l’alfabeto fonetico internazionale (IPA), usano proprio le quadre per indicare la pronuncia corretta.

Ad esempio, la parola “tecnologia” si trascrive così: [ˈtɛknoloʤia].

Compaiono anche nei formulari legali, dove indicano parti da compilare o modificare: “Io sottoscritto [nome e cognome]…”

E nei linguaggi di markup come Markdown, le parentesi quadre servono per creare link testuali:
[OpenAI](https://www.openai.com)

Insomma, ovunque serva ordine, struttura o intervento, ci sono le quadre.

A volte un piccolo simbolo può aprire la porta a un universo di significati. Le parentesi quadre ne sono l’esempio perfetto. Non servono solo a “fare scena” o a decorare un testo: hanno regole, usi, significati precisi. E conoscerli ti permette di scrivere meglio, comunicare in modo più efficace e lavorare con più sicurezza, che tu sia uno studente, uno sviluppatore o un appassionato di tecnologia.

Sapere come si fanno le parentesi quadre, quindi, non è un dettaglio tecnico da nerd. È una competenza concreta, che ti accompagna ogni volta che scrivi qualcosa di serio o strutturato.