L’interpolazione lineare excel serve quando hai due misure note e vuoi stimare un valore “in mezzo” assumendo che tra i due punti l’andamento sia una linea retta. È un’esigenza tipica in fogli di calcolo con valori mancanti, tabelle tecniche, conversioni, calibrazioni e report dove vuoi una stima rapida e coerente.
Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2026. Gli esempi sono pensati per Excel in italiano (con separatore ; nelle formule). Se usi Excel in inglese o hai impostazioni diverse, possono cambiare i nomi delle funzioni e i separatori.
Una precisazione utile: l’interpolazione lineare non è la stessa cosa della previsione su una serie di dati. Qui stimiamo un valore compreso tra due punti noti. Quando si usa una funzione che “adatta” una retta a molti punti, si entra nel campo della regressione lineare: la logica cambia e va gestita con criterio.
Sommario
- 1 Cos’è l’interpolazione lineare e quando ha senso usarla in Excel
- 2 Formula dell’interpolazione lineare tra due punti (da copiare in Excel)
- 3 Metodo 1: interpolazione tra due punti già noti (il caso più comune)
- 4 Metodo 2: interpolazione su una tabella (Excel trova da solo x1 e x2)
- 5 Metodo 3: PREVISIONE.LINEARE e TENDENZA (quando vanno bene e quando stai facendo regressione)
- 6 Grafico: come visualizzare i dati e il valore interpolato
- 7 Errori comuni e troubleshooting nell’interpolazione lineare in Excel
- 7.1 #DIV/0! (divisione per zero): x1 uguale a x2
- 7.2 #N/D con CERCA.X o CONFRONTA.X: x fuori intervallo o tabella non adatta
- 7.3 Risultati sbagliati: la tabella X non è ordinata
- 7.4 Duplicati nella colonna X: quale punto deve usare Excel?
- 7.5 Extrapolazione involontaria: x è fuori tra x1 e x2
- 7.6 Date e ore: funziona, ma attenzione ai formati
- 7.7 Arrotondamenti e unità: numeri corretti ma “poco credibili”
- 8 FAQ: domande frequenti sull’interpolazione lineare in Excel
Cos’è l’interpolazione lineare e quando ha senso usarla in Excel

In modo molto diretto, l’interpolazione lineare calcola il valore y associato a un valore x compreso tra x1 e x2, partendo da due coppie note (x1, y1) e (x2, y2). L’ipotesi è che tra i due punti la relazione sia una retta, quindi la variazione di y cresce o diminuisce in modo uniforme.
Ha senso usarla quando i dati sono abbastanza regolari tra i due punti e quando ti serve una stima semplice e replicabile. Diventa meno affidabile se tra i punti l’andamento è “curvo”, se ci sono salti, soglie o comportamenti non lineari. In questi casi, anche se Excel restituisce un numero, il numero può essere poco realistico.
Nei prossimi step trovi prima la formula pronta per interpolare tra due punti, poi un metodo più “automatico” per lavorare su una tabella e trovare da solo i due punti che circondano il valore x da stimare.
Formula dell’interpolazione lineare tra due punti (da copiare in Excel)
La formula dell’interpolazione lineare tra due punti è questa, ed è la base di tutta la guida:
y = y1 + (x − x1) × (y2 − y1) / (x2 − x1)
In Excel la traduci sostituendo x, x1, x2, y1 e y2 con le celle del foglio. Un’impostazione pulita è questa: metti x in A2, x1 in B2, y1 in C2, x2 in D2 e y2 in E2. In F2 calcoli il valore interpolato.
Formula Excel (in italiano, con separatore ;):
=C2+(A2-B2)*(E2-C2)/(D2-B2)
Il risultato è y, cioè il valore stimato al punto x.
Esempio numerico rapido (per verificare che “torni”)
Supponiamo di conoscere questi due punti: a x1 = 10 corrisponde y1 = 20, e a x2 = 30 corrisponde y2 = 50. Vuoi stimare y quando x = 20. Inserisci quindi:
A2 = 20
B2 = 10
C2 = 20
D2 = 30
E2 = 50
Con la formula =C2+(A2-B2)*(E2-C2)/(D2-B2) ottieni 35. È il valore atteso perché 20 è a metà tra 10 e 30, quindi anche 35 è a metà tra 20 e 50.
Questo è il modo più semplice per fare interpolazione lineare excel quando hai già i due punti che circondano il valore da stimare. Nel prossimo step vediamo proprio il caso più utile nei fogli reali: hai una tabella di coppie (x, y) e vuoi che Excel trovi automaticamente i due punti giusti prima di applicare la formula.
Metodo 1: interpolazione tra due punti già noti (il caso più comune)
Quando conosci già i due punti che “circondano” il valore da stimare, l’interpolazione lineare excel si riduce a una formula unica. È il caso tipico di una riga di calcolo in cui hai x (il punto in cui vuoi stimare), più i due estremi (x1, y1) e (x2, y2).
Formula pronta (versione semplice)
Con l’impostazione vista prima (x in A2, x1 in B2, y1 in C2, x2 in D2, y2 in E2), la formula è:
=C2+(A2-B2)*(E2-C2)/(D2-B2)
Questa versione è perfetta quando i dati sono puliti e sei sicuro che x1 e x2 siano diversi.
Formula più robusta: evita #DIV/0! e segnala casi non validi
L’errore più comune è la divisione per zero, che capita quando x1 e x2 sono uguali (oppure quando hai selezionato per sbaglio lo stesso punto due volte). In questi casi ha senso restituire un valore “non disponibile” invece di un numero. Una soluzione pratica è usare NA(), che produce #N/D ed è utile anche se poi metti il punto su un grafico.
=SE(D2=B2;NA();C2+(A2-B2)*(E2-C2)/(D2-B2))
Se preferisci gestire qualsiasi errore con un risultato vuoto (per esempio per report stampabili), puoi usare SE.ERRORE:
=SE.ERRORE(C2+(A2-B2)*(E2-C2)/(D2-B2);"")
Controllo importante: interpolazione o extrapolazione?
Questa formula funziona anche quando x è fuori dall’intervallo tra x1 e x2, ma in quel caso non stai più interpolando: stai facendo extrapolazione. Se vuoi che Excel calcoli solo quando x è compreso tra i due punti, puoi bloccare i casi fuori intervallo e restituire NA().
=SE(O(A2MAX(B2;D2));NA();C2+(A2-B2)*(E2-C2)/(D2-B2))
In questo modo la stima viene prodotta solo quando ha senso parlare di interpolazione lineare, evitando numeri “fuori contesto” che possono falsare analisi e grafici.
Metodo 2: interpolazione su una tabella (Excel trova da solo x1 e x2)
Nei fogli reali spesso non hai già pronti x1 e x2. Hai una tabella di valori noti (una colonna con x e una con y) e vuoi stimare y per un valore x che cade “in mezzo”. In questo scenario l’interpolazione lineare excel diventa più utile se Excel individua automaticamente i due punti che “circondano” x.
La condizione più importante è che la colonna X sia ordinata in modo crescente. Se la tabella non è ordinata, l’individuazione del punto inferiore e superiore può restituire risultati sbagliati anche se la formula è corretta.
Impostazione consigliata della tabella (esempio semplice)
Immagina di avere i valori noti in A2:A100 (X) e in B2:B100 (Y). Metti il valore da stimare x in E2. L’obiettivo è calcolare y in F2 prendendo automaticamente il punto inferiore e quello superiore rispetto a E2.
Versione “pulita” con LET (una sola formula leggibile)
Questa formula gestisce tre casi in modo pratico: se x è esattamente presente in tabella restituisce il valore y corrispondente; se x è compreso tra due valori esegue l’interpolazione; se x è fuori intervallo restituisce #N/D per segnalare che non si tratta più di interpolazione.
=LET(x;E2;X;$A$2:$A$100;Y;$B$2:$B$100;y_esatto;CERCA.X(x;X;Y;NA();0);SE(VAL.NUMERO(y_esatto);y_esatto;LET(i;CONFRONTA.X(x;X;-1);n;RIGHE(X);SE(O(VAL.ERRORE(i);i<1;i>=n);NA();LET(x1;INDICE(X;i);x2;INDICE(X;i+1);y1;INDICE(Y;i);y2;INDICE(Y;i+1);SE(x2=x1;NA();y1+(x-x1)*(y2-y1)/(x2-x1))))))
In pratica CONFRONTA.X trova la posizione del valore immediatamente inferiore (o uguale) a x, poi la formula prende la riga successiva come punto superiore. Da lì applica la formula classica tra due punti.
Versione con celle di appoggio (più facile da controllare)
Se preferisci vedere chiaramente quali punti sta usando Excel, puoi costruire la stima con celle intermedie. Metti l’indice del punto inferiore in G2:
=CONFRONTA.X(E2;$A$2:$A$100;-1)
Ricava i valori del punto inferiore:
H2 (x1): =INDICE($A$2:$A$100;G2)
I2 (y1): =INDICE($B$2:$B$100;G2)
Ricava i valori del punto superiore:
J2 (x2): =INDICE($A$2:$A$100;G2+1)
K2 (y2): =INDICE($B$2:$B$100;G2+1)
Ora calcoli y interpolato in F2 con la formula classica:
=I2+(E2-H2)*(K2-I2)/(J2-H2)
Questa versione è comoda perché puoi verificare a colpo d’occhio se x1 e x2 sono davvero i due valori che circondano E2. Se hai duplicati nella colonna X o se la tabella non è ordinata, te ne accorgi subito perché i punti scelti non avranno senso o potresti ottenere divisione per zero.
Nota rapida su tabelle Excel e aggiornamento automatico
Se trasformi l’intervallo in una Tabella di Excel e dai nomi alle colonne (per esempio “X” e “Y”), puoi rendere le formule più robuste perché gli intervalli si estendono automaticamente quando aggiungi righe. È un dettaglio pratico che migliora la manutenzione del file e riduce errori quando la tabella cresce.
Metodo 3: PREVISIONE.LINEARE e TENDENZA (quando vanno bene e quando stai facendo regressione)
In Excel trovi funzioni che sembrano “fare interpolazione” in automatico, come PREVISIONE.LINEARE e TENDENZA. Funzionano bene, ma è importante capire cosa fanno davvero: calcolano la retta che descrive la relazione tra X e Y e poi restituiscono il valore stimato per un certo X. Con due punti il risultato coincide con la retta che li unisce, quindi di fatto ottieni la stessa stima della formula classica. Con più punti Excel non interpola “a tratti” tra il punto inferiore e superiore: costruisce una retta di regressione (miglior adattamento) e la usa per stimare.
PREVISIONE.LINEARE: una formula rapida per stimare Y da X
Se hai una tabella con X in A2:A100 e Y in B2:B100, e vuoi stimare Y per un valore X in E2, puoi usare:
=PREVISIONE.LINEARE(E2;$B$2:$B$100;$A$2:$A$100)
Questa soluzione è comoda quando ti serve una stima veloce e i dati seguono abbastanza bene una relazione lineare. Se invece la tua esigenza è la vera interpolazione lineare excel tra due punti “a cavallo” di E2, il metodo su tabella del passo precedente resta più aderente al concetto di interpolazione.
TENDENZA: utile quando vuoi più valori in una volta
TENDENZA lavora sulla stessa idea, ma torna utile quando vuoi stimare più valori Y per più valori X in una sola formula. Per stimare il valore relativo a E2 puoi usare:
=TENDENZA($B$2:$B$100;$A$2:$A$100;E2)
Se hai più X nuovi, ad esempio in E2:E10, puoi passare l’intervallo come terzo argomento e ottenere una serie di stime coerenti con la stessa retta.
Quando coincidono con l’interpolazione tra due punti
Se nei range “noti” inserisci solo due righe, per esempio X in A2:A3 e Y in B2:B3, PREVISIONE.LINEARE e TENDENZA restituiscono esattamente il valore sulla retta che unisce quei due punti. In quel caso, il risultato coincide con la formula: y = y1 + (x − x1) × (y2 − y1) / (x2 − x1).
Quando non sono la scelta giusta
Se la tabella non segue un andamento lineare, se ci sono cambi di pendenza tra segmenti, oppure se ti serve una stima “locale” tra i due punti immediatamente vicini, queste funzioni possono restituire un valore che non rappresenta bene ciò che vuoi. In quei casi è meglio usare il metodo su tabella con individuazione di x1 e x2 e interpolazione tra quei due soli punti.
Grafico: come visualizzare i dati e il valore interpolato
Un grafico ti aiuta a capire subito se l’interpolazione lineare excel è sensata, perché rende evidente se tra due punti l’andamento è “quasi rettilineo” oppure se ci sono curvature e discontinuità che rendono la stima meno affidabile. La visualizzazione più adatta è un grafico a dispersione, perché rappresenta correttamente una relazione tra X e Y.
Come preparare i dati per il grafico
Metti i valori noti in due colonne, con X a sinistra e Y a destra. Se stai usando l’interpolazione su tabella, avrai già questa struttura. Se stai interpolando tra due punti noti, puoi comunque creare una mini tabella con i due punti estremi.
Per evidenziare il punto interpolato, conviene creare una piccola area con due celle: una per x e una per y interpolato. Il valore x è quello che vuoi stimare, mentre y è il risultato della formula che hai calcolato. In questo modo puoi aggiungere il punto interpolato come una seconda serie nel grafico.
Inserire il grafico a dispersione e aggiungere il punto stimato
Seleziona la tabella dei valori noti e inserisci un grafico a dispersione. Dopo aver creato il grafico, aggiungi una nuova serie usando le due celle del punto interpolato: come valore X usa la cella con x, come valore Y usa la cella con y stimato. Il risultato è un grafico con i dati originali e un punto evidenziato che mostra dove cade la stima.
Se vuoi rendere più leggibile il confronto, puoi anche aggiungere una linea di tendenza lineare ai punti noti. È utile quando stai usando PREVISIONE.LINEARE o TENDENZA, perché visualizza la retta di regressione che Excel sta utilizzando. Quando invece stai interpolando tra due punti specifici, la linea di tendenza su tutta la serie può confondere se i dati non sono davvero lineari: in quel caso è più chiaro evidenziare solo i due punti estremi usati per l’interpolazione e il punto stimato.
Una verifica visiva semplice è guardare la posizione del punto interpolato: dovrebbe cadere tra i due punti che lo “circondano” sull’asse X e risultare coerente con l’andamento generale dei dati. Se lo vedi molto distante dalla traiettoria dei punti o se l’andamento appare curvo, è un segnale che l’interpolazione lineare potrebbe non essere la scelta migliore per quel tratto.
Errori comuni e troubleshooting nell’interpolazione lineare in Excel

Quando l’interpolazione lineare excel restituisce errori o valori “strani”, quasi sempre la causa è una di queste: punti selezionati male, tabella non ordinata, duplicati sulla X, valore fuori intervallo oppure tipi di dato incoerenti. Qui trovi i casi più frequenti e come risolverli in modo pratico.
#DIV/0! (divisione per zero): x1 uguale a x2
Se ottieni #DIV/0!, la formula sta dividendo per (x2 − x1) e quel valore è zero. Succede quando x1 e x2 sono uguali, oppure quando hai selezionato due righe con lo stesso valore X. La soluzione è verificare che i due punti siano diversi. Se la tabella ha duplicati in X, devi decidere quale riga usare oppure pulire i dati. Per evitare che l’errore “sporchi” il foglio, usa una formula con controllo, ad esempio:
=SE(D2=B2;NA();C2+(A2-B2)*(E2-C2)/(D2-B2))
#N/D con CERCA.X o CONFRONTA.X: x fuori intervallo o tabella non adatta
Con il metodo su tabella, CONFRONTA.X con ricerca del valore inferiore può restituire #N/D se x è più piccolo del minimo in tabella. Può anche fallire se la colonna X non è ordinata come richiesto. In pratica, se vuoi fare interpolazione, x deve stare tra minimo e massimo della colonna. Se ti serve stimare fuori intervallo, non è più interpolazione: è extrapolazione e va trattata con cautela.
Una buona pratica è far restituire #N/D quando x è fuori intervallo, così il foglio segnala che non stai più interpolando. Se preferisci, puoi anche mostrare un messaggio chiaro al posto dell’errore usando SE.ERRORE, ma nei grafici spesso #N/D è la scelta migliore perché non disegna punti inesistenti.
Risultati sbagliati: la tabella X non è ordinata
Il metodo automatico che trova x1 e x2 funziona bene quando la colonna X è in ordine crescente. Se l’ordine è casuale, Excel può scegliere punti che non “circondano” davvero x. Il sintomo è una stima incoerente, anche se non vedi errori. La correzione è semplice: ordina la tabella per X in modo crescente e riprova.
Duplicati nella colonna X: quale punto deve usare Excel?
Se la colonna X contiene valori ripetuti, l’idea di “punto inferiore” e “punto superiore” può diventare ambigua. In interpolazione tra due punti, la presenza di duplicati può portare a scegliere due righe con lo stesso X e quindi a divisione per zero, oppure a selezioni non coerenti. La soluzione dipende dal caso: se i duplicati sono errori, vanno rimossi; se rappresentano misure diverse per lo stesso X, serve un criterio, ad esempio prendere la media di Y per quel valore X prima di interpolare.
Extrapolazione involontaria: x è fuori tra x1 e x2
La formula funziona matematicamente anche fuori intervallo, ma il significato cambia. Se x è minore di x1 o maggiore di x2, stai stimando oltre i dati noti e il rischio di errore aumenta. Se vuoi bloccare questa situazione, aggiungi un controllo e restituisci #N/D quando x è fuori intervallo, per esempio:
=SE(O(A2MAX(B2;D2));NA();C2+(A2-B2)*(E2-C2)/(D2-B2))
Date e ore: funziona, ma attenzione ai formati
L’interpolazione funziona anche con date e orari perché Excel li gestisce come numeri. Il problema nasce quando una colonna è “testo” e l’altra è un valore numerico reale. Se vedi risultati incoerenti o errori, controlla che le date siano vere date (non stringhe) e che i valori X siano coerenti tra loro. Un test rapido è cambiare temporaneamente il formato cella in “Numero”: se vedi un numero seriale, Excel sta trattando la data correttamente.
Arrotondamenti e unità: numeri corretti ma “poco credibili”
Se ottieni un valore che sembra plausibile ma non ha senso nel contesto, spesso la causa è un’unità sbagliata o una scala incoerente tra righe. Ad esempio X in secondi e Y in minuti, oppure misure miste senza conversione. In questi casi la formula fa il suo lavoro, ma il dato di partenza è incoerente. Prima di cambiare formule, verifica che X e Y siano nella stessa logica di misura lungo tutta la tabella.
FAQ: domande frequenti sull’interpolazione lineare in Excel
Qual è la formula più semplice per l’interpolazione lineare in Excel? Se hai due punti noti (x1, y1) e (x2, y2) e vuoi stimare y per un valore x compreso tra x1 e x2, usa =y1+(x-x1)*(y2-y1)/(x2-x1) sostituendo i riferimenti con le celle del foglio. È la base di qualunque interpolazione lineare excel.
Posso usare l’interpolazione lineare per riempire valori mancanti in una tabella? Sì, è uno degli usi più comuni. La soluzione più pratica è fare in modo che Excel trovi automaticamente i due valori “a cavallo” del punto mancante e applichi la formula tra quei due punti. Funziona bene se la colonna X è ordinata e se l’andamento tra punti vicini è abbastanza regolare.
PREVISIONE.LINEARE fa interpolazione o previsione? PREVISIONE.LINEARE calcola una stima basata su una relazione lineare tra X e Y. Con soli due punti coincide con la retta che li unisce e quindi con l’interpolazione tra quei due. Con più punti, invece, ottieni una retta di regressione che può differire dall’interpolazione “locale” tra i due punti più vicini.
Qual è la differenza tra interpolazione ed extrapolazione? L’interpolazione stima un valore quando x è compreso tra i dati noti. L’extrapolazione stima oltre il range disponibile, quindi aumenta il rischio di errore perché non hai punti reali a supporto del tratto di curva fuori intervallo. Se vuoi evitare extrapolazioni involontarie, conviene bloccare i casi fuori intervallo e restituire #N/D.
Serve ordinare la tabella per X? Sì, se usi un metodo automatico che cerca il valore inferiore e quello superiore. Con X non ordinata, Excel può scegliere punti sbagliati e la stima diventa incoerente. Dopo l’ordinamento, la stessa formula torna affidabile.
Funziona anche con date e orari? Sì, perché Excel gestisce date e ore come numeri. L’attenzione va ai formati: se una data è in testo, la formula può fallire o restituire risultati inattesi. Convertire le date in valori reali risolve la maggior parte dei casi.
Se vuoi ottenere risultati affidabili con l’interpolazione lineare excel, la regola pratica è semplice: usa la formula tra due punti quando hai già gli estremi, e passa al metodo su tabella quando vuoi automatizzare la scelta dei due punti. Aggiungi un controllo per bloccare le extrapolazioni e avrai un foglio stabile, leggibile e facile da riutilizzare.
